Il Logopedista

DEFINIZIONE DELLA PROFESSIONE DEL LOGOPEDISTA

Il Logopedista è il professionista che opera nell’ ambito sanitario  occupandosi della prevenzione e del trattamento dei disturbi del linguaggio e della comunicazione in età evolutiva, adulta e geriatrica.

 

La sua attività è volta all’educazione e alla rieducazione di tutte le patologie che provocano disturbi della voce, della parola, del linguaggio orale e scritto e degli handicap comunicativi.

 

In situazioni di dubbio o patologiche, in riferimento alla diagnosi, elabora anche in équipe multidisciplinare, il bilancio logopedico volto all’individuazione e al superamento del bisogno di salute, pratica autonomamente attività terapeutica per la rieducazione funzionale delle disabilità comunicative e cognitive, utilizzando terapie logopediche di abilitazione e riabilitazione della comunicazione e del linguaggio orale e scritto.

 

Propone l’adozione di ausili, ne addestra all’uso e ne verifica l’efficacia, svolge attività di counseling per il paziente e i suoi familiari o per le agenzie sociali della famiglia, della scuola, delle istituzioni.

 

Dott.sa Alessandra Gioia

Logopedista

Dott.sa Anna Zana

Logopedista

Dott.sa Barbara Orlandi

Logopedista

Principali aree d'intervento

Disturbo specifico di linguaggio

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Deglutizione atipica

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Disprassia

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Disartria

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Disturbi specifici apprendimento

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Disturbi linguistici secondari

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Sordità infantile

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Disfagia

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Disfonia

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Disturbi della fluenza

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Aprassia

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Disturbo specifico del Linguaggio

Non è causato da altre patologie, ed è’ molto diffuso: 5 – 7 % nella popolazione prescolare, con maggiore frequenza maschile.
E’ diagnosticabile a partire dai tre anni di età, ma oggi disponiamo di importanti indicatori anche prima dei tre anni. Risponde al trattamento e risponde tanto meglio quanto più è precoce l’intervento riabilitativo.

Disturbi della fluenza e balbuzie

La balbuzie è un disordine nel ritmo della parola, nel quale il paziente sa con precisione ciò che vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo a causa di arresti, ripetizioni e/o prolungamenti di un suono che hanno carattere di involontarietà.
Insorge, nell’ 85% dei casi, tra i 18 e i 42 mesi, periodo di rapido sviluppo anatomofisiologico e delle abilità linguistiche e cognitive e motorie.

La remissione spontanea interessa 3 bambini su 4 ed avviene a distanza di 12-18 mesi dal momento dell’insorgenza.

Disturbi specifici dell'apprendimento della lettura, scrittura, calcolo

I DSA sono disturbi del neurosviluppo che riguardano la capacità di leggere, scrivere e calcolare in modo corretto e fluente che si manifestano con l’inizio della scolarizzazione.
Non sono causati né da un deficit di intelligenza né da problemi ambientali o psicologici o da deficit sensoriali.
In base al tipo di difficoltà specifica che comportano, i DSA si dividono in:

 I DSA sono disturbi del neurosviluppo che riguardano la capacità di leggere, scrivere e calcolare in modo corretto e fluente che si manifestano con l’inizio della scolarizzazione.

 

Non sono causati né da un deficit di intelligenza né da problemi ambientali o psicologici o da deficit sensoriali.
In base al tipo di difficoltà specifica che comportano, i DSA si dividono in:

DISLESSIA: disturbo specifico della lettura che si manifesta con una difficoltà nella correttezza o velocità della decodifica del testo.

 

DISORTOGRAFIA: disturbo specifico della scrittura che si manifesta con difficoltà nella correttezza ortografica.

 

DISGRAFIA: disturbo specifico della grafia che si manifesta con una difficoltà nell’abilità

motoria della scrittura (velocità e/o qualità grafica).

 

DISCALCULIA: disturbo specifico dell’abilità di numero e di calcolo.

Deglutizione atipica

La deglutizione atipica si verifica quando persistono movimenti della lingua non funzionali alla deglutizione adulta, mantenendo una modalità di tipo immaturo.
Tale disfunzione può essere l’origine o la concausa di malocclusioni a livello delle arcate dentarie.
Poiché le alterazioni della deglutizione spesso accompagnano quelle di altre funzioni (malocclusione, respirazione orale, alterazioni dell’articolazione delle parole),

alcuni autori preferiscono il termine più generale di squilibrio muscolare orofacciale.

 

Autismo

È un disturbo neurobiologico complesso che generalmente permane nell’intera vita di un individuo.
Appartiene alla famiglia di disordini conosciuti come Disturbi dello Spettro dell’Autismo(D.S.A.).

Le diverse forme di autismo colpiscono circa 8/9 persone su 1000
E’ caratterizzato da una compromissione qualitativa ad origine precoce (nei primi tre anni di vita) dell’interazione sociale (con grave compromissione della capacità di entrare in relazione con gli altri), della comunicazione verbale e non verbale e del repertorio comportamentale, con attività ed interessi ristretti che si esplicita con stereotipie o comportamenti

ripetitivi.

 

Disturbi linguistici secondari

In patologie specifiche come le sindromi genetiche o deficit di natura neurologica con ritardi cognitivi più o meno gravi, il versante comunicativo può essere compromesso a vari livelli.

Si adottano protocolli per la valutazione di bambini con ritardo di esordio del linguaggio analizzano i diversi parametri linguistici, sia ricettivi sia espressivi, che cognitivo-comportamentali per poter formulare una prognosi evolutiva di disturbo del linguaggio ed indicare il tipo di percorso da impostare.

Disprassia

La disprassia è un disturbo che colpisce la capacità dei bambini di produrre azioni finalizzate al raggiungimento di un obiettivo.
È un disturbo eterogeneo che può manifestarsi in molti modi nei bambini durante l’arco della loro crescita. E’ un disturbo che può determinare un ritardo nelle tappe dello sviluppo motorio del bambino, le cui cause non possono essere attribuite né a un problema fisico né a un ritardo mentale.
Il progetto terapeutico dovrà prevedere a seconda dell’età del bambino, un lavoro sulle competenze motorie, linguistiche, sull’apprendimento scolastico e le autonomie della vita quotidiana, in un’ottica di miglioramento della qualità

della vita.

 

Sordità infantile

La sordità può essere di due tipi:  congenita e quindi genetica o acquisita, dovuta a cause insorte dopo la nascita.
La protesizzazione ed il trattamento logopedico possono cominciare già dai primissimi mesi di vita.
Importanti rivoluzioni tecnologiche, come l ‘introduzione dell’impianto cocleare , hanno stravolto i programmi riabilitativi e l’agire del Logopedista in casi di sordità, in particolare quella infantile

Disartria

Deficit dell’articolazione il cui danno è di natura paretica o del controllo del tono o della coordinazione motoria. Il deficit si può associare ad un danno complessivo della motilità bucco-faringo-laringea con disturbi dell’attività riflessa ed automatica (es. deglutizione e masticazione).

Disfagia

Deficit della deglutizione che si manifesta attraverso segni o sintomi. I sintomi tipici della disfagia sono la tosse ai pasti, senso di corpo estraneo in gola dopo i pasti, modificazione della dieta in quanto si evita di mangiare alcuni alimenti più difficili da deglutire, durata prolungata dei pasti. In alcuni casi invece può essere completamente asintomatica.
I segni invece sono:

 

Penetrazione

Passaggio di una parte di deglutito nel vestibolo laringeo, fino al piano delle corde vocali.

 

Aspirazione

Passaggio dell’alimento al di sotto delle corde vocali.

 

Ristagno

Il deglutito si ferma a livello faringeo o all’interno del cavo orale.

Aprassia

Condizione clinica in cui, in assenza di disordini neurologici elementari motori o sensitivi (es. paresi), si manifestano difficoltà o incapacità nell’eseguire correttamente movimenti volontari dotati di significato (gesti) o privi di significato specifico.

L’aprassia viene classificata secondo il segmento corporeo coinvolto o il tipo di compito; in particolare:

Aprassia bucco-facciale

Difficoltà nella programmazione motoria del distretto bucco-oro-facciale. Il paziente non è più in grado di programmare dei movimenti con labbra, lingua, laringe, faringe (come per esempio schiarirsi la voce) in modo volontario, su richiesta verbale o su imitazione. Il paziente sarà invece in grado di innescare una risposta motoria in maniera riflessa.

 

Aprassia articolatoria

Difficoltà di programmazione motoria che riguarda l’articolazione, ossia perdita della capacità di integrare l’azione dei singoli muscoli articolatori per realizzare i suoni del linguaggio.

 

Aprassia costruttiva

Alterazione dell’attività organizzativa e combinatoria in cui i dettagli devono essere chiaramente percepiti ed in cui le relazioni tra le parti componenti l’insieme devono essere comprese se si desidera che la loro sintesi sia raggiunta.

Afasia

Disturbo acquisito della comunicazione conseguente a lesioni focali del cervello (es. ictus, emorragia cerebrale, tumore cerebrale ecc). I pazienti colpiti da afasia hanno difficoltà ad esprimersi e/o a comprendere il linguaggio parlato, a leggere, a scrivere e a fare calcoli a seconda dell’area cerebrale coinvolta.

Disfonia

Disordine caratterizzato da un’alterazione della qualità, dell’altezza, dell’intensità vocale oppure da uno sforzo vocale che compromette la comunicazione e può portare ad un decremento dello status fisico, emotivo e sociale come risultato dell’alterazione vocalica.
I fattori che provocano disfonia possono essere di origine organica valutabili con esami strumentali come la laringoscopia, ma spesso le disfonie sono originate da cause disfunzionali come un cattivo utilizzo della voce ed un alterato sinergismo tra respirazione e fonazione.

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